Due pesi e due misure

duepesiduemisureDopo aver escluso che la Cancellieri fosse indagata, il procuratore Caselli ormai prossimo alla pensione, fa una mezza marcia indietro e, pur non incriminandola invia le “carte” a Roma, competente per i ministri: in pratica si è forse accorto che una condanna a sette anni ed una assoluzione preventiva non erano paragonabili.

Berlusconi telefona in questura per perorare la “causa” di una presunta nipote di Mubarak, minorenne ed in stato di fermo per una denuncia per furto: attraverso una prassi consolidata, la giovane, previa autorizzazione di un magistrato, viene affidata a Nicole Minetti. I pubblici ministeri di Milano ritengono che ci sia stata “concussione” e dopo un processo insolitamente veloce per la giustizia italiana, condannano Berlusconi a sette anni di reclusione.

La Cancellieri telefona a sua volta ad una magistrato per perorare la scarcerazione di una signora maggiorente, accusata di un reato ben più grave, in stato di detenzione (e non di fermo), e, contrariamente a quanto deciso precedentemente, per analoga istanza portata dagli avvocati difensori, la signora viene scarcerata. Si appura, dopo, che il figlio della Cancellieri è stato alle dipendenze della società proprietà della famiglia della signora scarcerata, che ha avuto una liquidazione milionaria, che la Cancellieri non è stata sollecitata a telefonare ma lo ha fatto “sua sponte” e, in conclusione non ha fatto nulla di male.

Sono d’accordo anche io: non ha fatto nulla di male ad interessarsi di una amica di famiglia: ma Berlusconi? Se reato c’è certamente  è più grave quello della Cancelliueri che si è occupata di una maggiorenne, accusata di un reato più pesante, in stato di detenzione e con rapporti personali consolidati. A questo punto non sentite anche voi puzza di bruciato?

A questo punto interviene il presidente Napolitano che si rivolge ai suoi con l’ormai famoso proclama  “o questa ministra o fuori da questa sinistra,  scurdammece ‘o passato, simm………!

Elio  Bitritto