Carico Fiscale in Italia: il più alto d’Europa

untitledDopo il “Salvatore della Patria” Monti, dopo il “governo delle larghe divergenze” Letta/Alfano, dopo due anni di “conti in ordine”, di “luce in fondo al tunnel”, di “vittorie annunciate” e mai ratificate, l’Italia continua a “precipitare” nelle classifiche in negativo a livello europeo e mondiale: il carico fiscale italiano è il più alto d’Europa e si avvia a diventare il più alto del mondo continuando lo sperpero, gli sprechi, i privilegi e le lungaggini burocratiche a tutti i livelli, dal Comune più piccolo, alle leggi dello stato.

A livello mondiale l’Italia si colloca al posto 138 su 189 perdendo sette posizioni rispetto allo scorso anno: questa, se mai non si fosse capito, è la dimostrazione che le cure adottate non funzionano e che sarebbe dunque il caso di sostituirle: e se gli attuali governanti non sono capaci (come ampiamente dimostrato) è il caso che vadano a fare qualche altro mestiere. Per un piccolo approfondimento di questo argomento il carico fiscale totale per l’impresa nel nostro Paese è pari al 65,8% dei profitti, molto distante da una media Ue & Efta scesa al 41,1% dal 42,6% dell’anno precedente e da una media mondiale del 43,1% (anche questa in miglioramento dal 44,7% dello scorso anno). Tutto questo emerge dal rapporto Paying Taxes 2014, diffuso stamani (ieri per chi ci legge oggi) a Mosca da Banca Mondiale, Ifc (International Fundraising Consultancy) e PwC (PricewaterhouseCoopers) che sono reti globali di consulenza e di raccolta fondi. Rapporto che prende in esame tre indicatori: il Total Tax Rate (carico fiscale complessivo), il tempo necessario per gli adempimenti relativi alle principali tipologie d’imposta e di contributi (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi) e il numero di versamenti effettuati. Tra l’altro è appena il caso di ricordare come, a fronte di questo carico fiscale, i servizi siano pessimi se non assenti e non giustificano la ricerca di nuove tasse, di nuove imposte, di nuovi abbonamenti di nuovi pagamenti (che poi alla fine anche se i nomi sono diversi sempre soldi che cacciamo sono!), Cosa ci fanno con questi soldi in più rispetto agli altri Paesi europei e mondiali non è dato sapere, come fanno a non azzerare il debito pubblico non è dato sapere, come si fa a non dubitare, date queste premesse, della mala fede o, peggio, della ignoranza in economia politica di questa gente qualcuno lo spieghi agli italiani. Forse lo sa Napolitano?

Elio Bitritto

 

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