Omaggio augurale “italo-arbëresh-latino” per il genetliaco di un grande intellettuale d’Auròle. Sedici Lustri

 

Antonio LibertucciURURI – Ante Diem Decimum Octavum Kal. Decembres –

Oggi compie gli anni il nostro illustre concittadino Antonio Libertucci che, ormai da decenni, risiede nell’Urbe dei Cesari. Narrano le cronache d’Auròle che, agli albòri degli anni “Cinquanta”, in tandem con il futuro geniale cineasta Ùgu Tarzìnës Mariakustàncies e l’indimenticabile Anëxhëlamarìa Orlàndit Skarçèlës, dà vita a un gruppo di giovani animatori “cultural-teatrali”, gruppo destinato a permeare di sé la società ururese del tempo spronandola (riuscendovi!) ad uscire da un atavico immobilismo culturale. L’infaticabile e generoso Antonio, però, ci regalerà il meglio quando andrà (in qualità di Funzionario) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. La nostra libreria, difatti, “ospita” gelosamente alcune preziosissime tracce delle sue ricerche come: “Santa Maria in Auròle”, “La chiesa di Santa Venere in terra di Ururi”, “La chiesa della Santissima Trinità”, “La chiesa di Santa Maria delle Grazie”, “Appunti di grammatica albanese”, “Passeggiando per le vie di Ururi”, “Luigi Incoronato, opere e bibliografia” e “Dieci canti di Ururi”.

Desideriamo congedarci dall’ottimo Libertucci (nato sotto il Pontificato di Papa Pio XI Ratti, nel 34° anno di Regno del Re Vittorio Emanuele III e durante il Podestariato del farmacista Giovanni Musacchio) con un cordialissimo “AD MULTOS ANNOS” ricordandogli, altresì, questa straordinaria massima del commediografo latino Cecilio Stazio: “Vivas ut possis quando non quis ……. ut velis!”.

Tiberio Occhionero