Rosina Bindi presidente dell’Antimafia

th25 voti a Rosina (PD), sei voti a Gaetti (M5S), 2 schede bianche. 1 voto nullo e l’assenza dei rappresentanti del PdL hanno “consacrato” alla presidenza della Commissione Antimafia una esperta o, quanto meno, una studiosa del crimine organizzato. Smentendo ancora una volta la competenza e la coerenza, il PD ha inteso consegnare alla Storia della lotta alle mafie, siano esse la siciliana, la camorra, la ‘ndrangheta o la sacra corona unita, una personalità assolutamente incompetente a ricoprire quel ruolo. Probabilmente le suddette varie mafie stanno festeggiando l’arrivo della toscana che ha mostrato le sue capacità nel campo del Diritto Amministrativo all’Università, in quello della Cooperazione e sviluppo oltre che nella Commissione petizioni e diritti dei cittadini a Bruxelles, al ministero della Sanità, a quello delle Politiche della famiglia fino al disegno di legge sui DICO (prime avvisaglie sull’omosessualità). Carriera brillante, dunque, all’insegna dell’acquisizione delle migliori competenze sulle mafie, forse da letture, forse da sentito dire. In questo luminoso cammino una nota stonata è data dal sospetto di una certa “collaborazione” con Luigi Lusi, il famoso tesoriere “sottrattore” della Margherita (in buona compagnia dato che il Lusi coinvolse anche Giuseppe Fioroni ed Enrico Letta). Dimenticavo: forse le competenze, quanto meno sulla ‘ndrangheta, le ha acquisite durante l’ultima campagna elettorale in Calabria dove fu dirottata dalla natia Sinalunga. Questo per quanto riguarda la “competenza”: per quanto invece attiene alla coerenza, faccio riferimento al PD che bocciò la concordata elezione di Luigi Gaetti perché “incompetente” non conoscendo le problematiche delle varie mafie. La nomina di una “dura” come la Bindi ha scatenato, come dicevo prima, l’apprezzamento della mafia e la protesta del PdL che per voce di Brunetta ha dichiarato che “non parteciperà ai lavori della Commissione per l’intera legislatura, denunciando con questo atto l’irresponsabilità del Pd ed affermando la necessità di avere alla presidenza di una commissione così importante una personalità condivisa dall’insieme delle forze politiche”. Che dire, se non che la scelta è infelice per manifesta incapacità data dalla assoluta ignoranza del fenomeno mafioso.

Elio Bitritto