Oro alla Patria? Già dato!

untitledDa qualche giorno si respira un clima da tsunami monetaria, clima che peraltro noi italiani abbiamo già respirato nel 1992 con l’ineffabile topo di palazzo che risponde al nome di Giuliano Amato. Di cosa si parla? Del prelievo, da più parti ventilato, soffiato, negato, ridimensionato e smentito di una somma pari al 10% sui conti correnti dei cittadini europei e quindi anche degli italiani allo scopo di risolvere la crisi del debito pubblico. Quando di qualcosa se ne parla e se ne sparla, ormai lo sappiamo per esperienza, un che di vero c’è ed allora la preoccupazione, anche in presenza di smentite è concreta. Ci sono però dei particolari che fanno ben sperare e sono le conseguenze ella “rapina”. Intanto, a fronte di una massa monetaria di circa 1.700 miliardi di depositi italiani il prelievo sarebbe di 170 miliardi che porterebbero ad una riduzione del debito pubblico da poco oltre i 2.000 miliardi a 1.850 circa cioè dal 130% al 120% del PIL quindi “siamo là”. Ma cosa succede a questo punto? Intanto la gente stavolta si inc…za assai e qualche testa più inc….sa delle altre si mette a dar di matto; in secondo luogo il primo giorno utile, alla riapertura delle banche, non so quanti cittadini rinunceranno a prelevare tutti i risparmi per tema di altre sorprese; e così faranno le imprese straniere che, inoltre, rivedrebbero eventuali progetti di investimento in Italia. E la Borsa di Milano? Se va bene non si vende e non si compra più un’azione ed è quindi facile prevedere il crollo di Piazza Affari. E i BOT e CCT mica staranno a guardare! Chi se li andrebbe a comprare? Un pazzo forse ma neanche è sicuro. Concludiamo con la speranza che si sia trattato di un ballon d’essai tanto per misurare il grado di reazione e di irascibilità dei popoli: restiamo comunque in guardia, non si sa mai.

Elio Bitritto

 

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