Caso Priebke: la storia si ripete

untitledNon posso fare a meno di commentare le notizie che si riferiscono alla farsa della sepoltura del nazista, fino all’ultimo nazista. C’è tutta una serie di responsabilità, più o meno gravi, negli eventi che sono seguiti alla morte del capitano nazista. Intanto il suo avvocato non poteva non sapere che l’aver “pubblicizzato” la richiesta di pubblici funerali, magari in forma ufficiale e con qualche labaro delle SS, avrebbe suscitato una più che giustificata ondata di indignazione: evidentemente alla ricerca di facile notorietà non ha valutato bene la portata delle sue decisioni. In secondo luogo il sindaco e la Curia di Roma entrambi responsabili di non aver consentito il funerale o, quanto meno, la sepoltura che non è possibile non dare. Che il sindaco Marino si possa opporre “politicamente” si può forse capire: anche se appare quanto meno “omissione in atti d’ufficio” non autorizzare la sepoltura: tutto sommato il sindaco è anche il responsabile principale della Sanità del suo comune; senza contare che il suddetto Marino è comunque a capo di una città che viene definita la “culla della cristianità”. Appare invece assolutamente inammissibile il comportamento della Curia Romana che smentisce le radici stesse del “cattolicesimo” che si identifica con il “perdono, la tolleranza e la carità” che, a questo punto, diventano parole vuote. Ma altre istituzioni non sono da meno poiché dalle autorità tedesche, nazionali e comunali di Erich Priebke giunge lo stesso divieto: infatti questi ultimi dicono che nel paese natale, Hennigsdorf, possono essere sepolti solo i residenti e il capitano, come è noto, risiedeva a Roma! E come non ricordare il figlio di Priebke, residente in Argentina, degno epigono di cotanto padre, che invita le autorità italiane a trasferire la salma in Israele a dimostrazione che il virus nazista ha ben attecchito nel rampollo. E ancora i neofascisti, che hanno dato luogo ad una vera e propria manifestazione, più che di follia collettiva, di imbecillità compulsiva, incapaci di comprendere la crudeltà del personaggio ed esaltati da un mito che gli uomini e la storia hanno definitivamente condannato. Infine le forze “sinceramente antifasciste e democratiche” che una volta di più hanno dimostrato come Piazzale Loreto faccia parte del loro DNA, pervase dalla stessa follia collettiva ed imbecillità compulsiva dei neofascisti di Albano: in questo caso credo che si possa tranquillamente evocare il reato di vilipendio di cadavere (ma voi credete che l’assenza di Marino o il vilipendio di cadavere saranno reati contestati? Al massimo i neofascisti subiranno, forse, qualche conseguenza. In totale una figuraccia che se fosse stata programmata non sarebbe venuta così bene.

Elio Bitritto

 

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