Eva Klotz. La separatista

Eva Klotz è la passionaria dell’Alto Adige (lei si dice sud tirolese) e ha indetto un referendum (senza alcun valore legale ma ad alto contenuto propagandistico) per la separazione dell’Alto Adige dall’Italia invocando l’articolo 1 della Convenzione internazionale dell’Onu sui diritti economici, sociali e culturali, secondo il quale i popoli hanno diritto all’autodeterminazione. Una richiesta che viene dopo la stagione del terrorismo alla Klotz (padre) e soprattutto dopo le lunghe stagioni di calata di braghe dei governi italiani nei confronti di richieste (e concessioni!) sempre più assurde tipo quella, l’ultima in ordine di tempo, per cui sui pericolosi sentieri delle montagne alto atesine le indicazioni sono esclusivamente in tedesco (anche un cretino capirebbe che un escursionista che per un qualsiasi motivo si perda, sia esso italiano, francese o inglese avrebbe minori problemi in presenza di indicazioni accessibili a tutti.): cosa questa oltremodo ignobile quando si pensi che siamo, sono in Italia! Anni di concessioni ad una regione che trattiene il 90% delle tasse e gode di un regime specialissimo di sovvenzioni, fondi, privilegi, priorità  per quella norma delle Regioni a Statuto speciale. E si! L’Alto Adige è una Regione a Statuto Speciale come la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Sicilia e la Sardegna, cosa questa che in se non sarebbe significativa se non fosse che nelle intenzioni del legislatore il regime speciale si doveva riferire alla tutela delle minoranze linguistiche e culturali (secondo me anche limitate nel tempo proprio per consentire una integrazione tra le due etnie) che oggi appaiono invece ipertutelate a tutto discapito delle minoranze italiane per le quali si devono garantire quanto meno gli stessi privilegi accordati a suo tempo alle minoranze di lingua tedesca.

Elio Bitritto

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