Monsignor Forte. L’Omelico

So bene che la parola “Omelico” non esiste: so altrettanto bene, però, che la parola “omelia” è un termine esclusivamente religioso e significa esposizione e commento di passi dei libri sacri, nell’ambito di una pratica liturgica o devota.

Non appare dunque corretta l’espressione “omelia” quando Monsignor Forte esprime un giudizio politico, peraltro molto forte; ovvero si deve ritenere che Monsignor Forte abbia voluto dare una dichiarazione di appartenenza politica o parapolitica assolutamente fuori luogo date le circostanze ed il luogo: forse spogliato delle sue vesti e senza la mitria, in un palco in piazza Diomede il signor Bruno Forte poteva dire quello che voleva. I fedeli erano convenuti come fedeli non come elettori.

Ma a parte le ovvie considerazioni sulle esternazioni o ingerenze accolte a destra o accolte a sinistra a seconda delle convenienze, ciò che mi ha lasciato interdetto è stata l’ipocrisia “invochiamo la misericordia per chi si è reso protagonista di un gesto egoistico e irresponsabile che sta facendo vivere ore drammatiche alla nostra Patria” che in un uomo di chiesa non mi sarei aspettato: non ha mai esplicitamente nominato il nome di Berlusconi. Aveva il timore di apparire troppo “politico”? non credo perché tutti hanno compreso di chi e di cosa parlava; e allora quale remora morale (?) lo ha trattenuto? Mistero!

Circa i contenuti “… non ha esitato un attimo ad anteporre i propri interessi a quelli della nazione…” dimenticando di dire che questo governo lo ha voluto Berlusconi e solo obtorto collo Napolitano ha accettato di far fuori Bersani (che non ne voleva sapere!) per dare l’incarico a Letta; dimenticando anche che gli accordi sull’IMU e sull’IVA erano la base della coalizione.

Infine, da un uomo che si presume di Chiesa mi sarei aspettato se non la comprensione, quanto meno il “dubbio” che forse, chissà, la magistratura abbia calcato un po’ la mano da venti anni a questa parte, o che la legge sulla decadenza potrebbe essere anticostituzionale, o che la Corte Europea potrebbe dare ragione a Berlusconi: io dubito sempre delle certezze di chiunque, siano essi magistrati, siano essi ecclesiastici: soprattutto ne dubito quando si approfitta della Fede e della buona fede dei credenti per inviare messaggi che possono anche essere corretti, ma non nei luoghi e nei tempi scelti.

Elio Bitritto