Vasto – Titolazioni e inaugurazioni al Porto di Punta Penna (FOTO)

Dopo il rito liturgico domenicale, officiato nell’area antistante il faro da Don Gianni della parrocchia S. Paolo Apostolo, unitamente a Don Antonio, parroco di San Lorenzo ed anche cappellano dell’ANMI locale, un affollato corteo è sceso ordinatamente al porto per lo scoprimento delle due targhe toponomastiche “Viale Marinai d’Italia”, di una policroma e accogliente Madonnina, posta su un bianco masso al limitare dei moli, e infine per il “taglio del nastro” per l’esercizio delle più recenti opere d’ampliamento dell’infrastruttura marittima.

Tanti i tricolori in aria, mossi da folate di maestrale e, accanto ad essi, in una sorta di scenografico contrappunto cromatico, il bianco e rosso gonfalone civico e i numerosi vessili blu ornati d’oro delle Associazioni Marinare. Ben quindici le “anmi” convenute: da Ortona a Martinsicuro, da Lanciano a Silvi, da Avezzano a Casalbordino, e poi di Teramo, Chieti e Pescara, di Pineto, Termoli, Giulianova, di Montesilvano e Scafa. Naturalmente ben presenti e visibilmente fieri gli associati dell’ANMI “R. Paolucci”di Vasto – coordinati dal Presidente Mario Pollutri – promotori e organizzatori, con il patrocinio del Comune di Vasto e il sostegno di vari operatori commerciali, dell’iniziativa e della lieta quanto significativa giornata.

Numerosi gli uomini delle Istituzioni presenti. Naturalmente il Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna e altri suoi colleghi di San Salvo, Cupello e Casalbordino, il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, affiancato dai consiglieri regionali Giuseppe Tagliente e Antonio Prospero, il Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio. Ben rappresentata la compagine delle autorità militari, fra cui il Comandante del Circomare di Vasto, Giuliano D’Urso e il Comandante della Capitaneria di Ortona, Fabrizio Giannone.

La giornata è stata anche felice occasione per l’inaugurazione ufficiale dei nuovi e maggiori spazi portuali (circa 10.000 metri quadri, ci vien detto), volti a dare migliore agibilità alle attività commerciali e di quelle connesse alla pesca locale. Affinchè il Porto di Vasto – hanno tenuto a sottolineare variamente i politici intervenuti – possa divenire ancora più capace ed efficiente, occorre ancora portare avanti un ben preciso programma, fra cui, di prossima attuazione, il “Piano regolatore portuale” e, con tempi assai poco preventivabili, il prolungamento della linea ferroviaria portata sino alla banchina, per un immediato carico e scarico delle merci trasportate via mare.

Ultimo appunto: piccoli fiocchi gialli, appuntati sulle giacche, hanno voluto dare un segno di vicinanza ai due marò italiani (fucilieri del Reggimento “San Marco”) ancora in detenzione proditoria da parte dello Stato indiano del Kerala. Ad essi, e per il loro definitivo rilascio, sono stati rivolti dagli oratori chiare parole di solidarietà, accolte da vivo consenso e applausi da parte dei presenti. GFP

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Il Viale e le Opere dei “Marinai d’Italia”

 

La cerimonia era anunciata e largamente attesa. Nella mattinata di ieri, ventidue di settembre, in una giornata di ancora caldo sole, di un sensibile vento di nord-ovest che increspava il mare fuori del bacino portuale e di qualche inoffensiva nuvola, bianca e cirrosa in cielo, la circostanza è divenuta un lieto e significativo evento di cui Vasto conserverà di certo memoria.

La denominazione di una strada o di un accesso parrebbe roba di ordinaria e burocratica amministrazione, ma quando essa è legata a un segno celebrativo di uomini e fatti, alla esplicitazione di un senso di appartenenza, della fede religiosa e civile di un popolo, a una progettualità di sviluppo delle attività produttive e commerciali del territorio, diviene l’utile e beneaugurante “titolazione” di un capitolo della vicenda umana, in un tempo e luogo. A Vasto, come in altre realtà geo-sociali ma non meno, le attività del territorio più prossimo, regionale, nazionale e oltre, il trasporto in mare, i marinai (quelli dell’…andar per mare) e di coloro che ad essi danno viatico e supporto, rappresentano e sono i punti fermi e nodali su cui si fonda – non meno che in altre attività ambientali e antropiche, parallele seppur non direttamente interconnesse – l’economia e il progresso (…il ben-essere, non solo materiale) di un Paese. La nostra Italia questo fa e deve, come sue peculiari tradizioni, e storiche consuetudini, ci dicono e ancora chiedono.

Giuseppe F. Pollutri

 

 

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