Le direttive europee

untitledIl vice premier europeo Olli Rehn e Commissario agli Affari Economici è venuto in Italia per una visita programmata da tempo e, davanti alla Commissione Bilancio italiana, ha esordito con “… la recente decisione (del governo italiano n.d.r.) di abolire lì’IMU sulle prime case suscita preoccupazione. La Commissione Europea ha il dovere di chiedere correzioni”. Non contento di questa che i giornali definiscono “dichiarazione” ma che in realtà è un diktat, l’ineffabile Commissario aggiunge qualche altro carico da undici sulla groppa del governo italiano. Non solo rigore e tasse ma riforme per la crescita e il lavoro, non escludendo, anzi ribadendo, la necessità di inasprire l’IVA al 22 %. A tutto ciò Letta, Saccomanni ed il partito delle tasse hanno risposto con un laconico “obbedisco”. Anzi, visto che in Italia si è più realisti del re, la reazione, il moto d’orgoglio di Letta e Saccomanni non si è fatta attendere “L’IVA al 22% ? mai sia! L’IVA noi la portiamo al 23%, poffarbacco! E così le nozioni minime di economia che credo siano alla base degli studi di un qualsiasi “buon padre di famiglia” vanno a farsi benedire perché anche i più sprovveduti sanno che maggiore è il costo di un “bene” minore è l’attrattiva che quel bene esercita sul cittadino: come dire che se il pane, il quaderno il pantalone costa di più, aspetto tempi migliori per comprare o tengo quello che ho fino al limite massimo. E se non basta questa considerazione potrebbe essere utile ricordare come le previsioni di incasso dell’ineffabile Monti siano state sistematicamente disattese come, per esempio, per la tassa sullo stazionamento delle barche per la quale previsti 155 milioni di maggiori incassi, se ne sono realizzati solo 24; e così pure per gli aerei privati (previsti 85 milioni, incassati 2), per i superbolli delle auto di lusso (previsti 147 milioni, incassati 67). Come dire che ad una previsione di 387 milioni ha corrisposto un introito di 93 milioni. Ma lo stesso vale per le imposte di registro, i giochi on-line, i tabacchi, l’Irpef, l’Ires per cui tra Iva ed accise si sono “persi” 770 milioni di euro. La soluzione? Come al solito la benzina! Si! l’eterna benzina che dai tempi della guerra in Abissinia, si fa carico di tutte le malefatte dei nostri amministratori.

Ci dobbiamo allineare agli altri Paesi dell’Unione Europea: e sia! Ma allora che questo valga per tutti! Perché in Italia si pagano più tasse degli altri Paesi? Perché in Italia i servizi sono più scadenti? Perché le imprese italiane devono adempiere a centinaia di scadenze? Perché il costo dell’energia in Italia è il 60% più alto? Noi vorremmo anche allinearci ma ormai non abbiamo più le risorse: perché non provano gli altri Paesi dell’Unione ad allinearsi a noi?

Elio Bitritto