La stabilità e il lavoro

stabilità La stabilità è la nuova parola d’ordine del governo e delle sinistre in generale: una parola che evoca due fatti entrambi negati o dimenticati, dalle sinistre in toto e dai media in generale: l’avviso di garanzia a Berlusconi fatto sui giornali durante la conferenza di Napoli e che portò alla sua caduta grazie a quello spocchioso presidente della repubblica chiamato Scalfaro; e l’altro, più recente, ma con lo stesso protagonista sotto accusa, Berlusconi, fatto fuori da un altro presidente, sempre super partes, Napolitano, per tamponare le minacce di uscita dell’Italia dall’euro e, soprattutto, l’amicizia con Putin per il gasdotto che non piaceva ad americani e inglesi (ricordiamo la vicenda Mattei).

In questi due casi la stabilità poteva andare a farsi friggere e l’aumento dello spread, addebitato a Berlusconi fu la “pistola fumante”. Oggi la stabilità è indispensabile perché, dice Letta, altrimenti pagheremo l’IMU e l’aumento dell’IVA, anche perché ce lo chiede l’Europa! Buffoni  e delinquenti questi superesperti che fanno finta di non sapere che le tasse alle imprese in Italia in qualche caso sfiorano il 70%; fanno finta di non sapere che decine di migliaia di commercianti chiudono le loro attività, fanno finta di non sapere che centinaia di industrie fanno la fila per trasferirsi in Slovenia, Croazia, Albania ed altri Paesi in cui il cittadino è tale e non è un limone da spremere, fanno finta di non sapere che la Svizzera italiana ha dovuto chiudere le frontiere alle eccessive richieste di trasferimento degli imprenditori italiani ! Oggi l’unica preoccupazione è sbattere fuori Berlusconi e non il lavoro, non un 37% di giovani disoccupati, non la sparizione di posti di lavoro!

Tutti a difendere la Costituzione e il primo affronto a questa ormai logora Carta, parte dal primo articolo “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Ma quale Repubblica e quale lavoro! una Repubblica in cui non ci si vergogna di un uomo, Amato, da trenta anni al Potere, con tre pensioni e con il nuovo alto stipendio da giudice della Corte Costituzionale, lo stesso uomo che letteralmente sottrasse il sei per mille a tutti i conti correnti degli italiani, di notte, come un ladro (se lo avesse fatto un cittadino qualsiasi sarebbe stato accusato di furto o rapina con destrezza). L’unica stabilità è sempre quella di quanti, novelli proconsoli, con protezioni palesi ed occulte, continuano a fare dell’Italia il terreno di conquista per se stessi e per i mandanti tedeschi, inglesi, francesi eccetera.

Elio Bitritto