Pensioni d’oro: altro che IMU ed IVA

untitledE l’IMU, incubo di mezza estate, è stato finalmente esorcizzato; manca ancora un altro incubo, non meno pauroso, quello dell’aumento dell’IVA dal 21 al 22 per cento.

Intanto, con la sua solita “sindrome da Cassandra”, l’italiano diffidente si interroga e prevede scenari a fosche tinte … “ma al posto dell’IMU certamente metteranno o aumenteranno qualche altra tassa”! Non ha tutti i torti visto come allegramente ci pigliano per i fondelli questi cosiddetti amministratori (a tutti i livelli). Letta, Alfano e compagni esultano e hanno dato la lieta novella con Tweet, FB, comunicati stampa e volti sorridenti: ci possiamo fidare? Io dico di no anche se … spero.
Resta, dicevamo, l’incubo IVA che, se portata all’annunciato 22% si tradurrebbe in una “mazzata” forse letale per questa nostra economia: la riduzione delle spese, anche quelle alimentari che, per necessità sono le più lunghe a “resistere” è ormai un fatto accertato: ma solo dai sudditi perché di problemi come IMU, IVA e rincari vari ad un buon numero di italiani (quelli accertati) non interessa nulla.

Sono ben centomila i super-pensionati italiani che costano al sistema Italia la bellezza di 13 miliardi di euro l’anno con una media mensile pro-capite di 10.000. Il dato viene fornito dal sottosegretario al welfare Carlo Dell’Aringa in seguito alla interrogazione dell’on Deborah Bergamini che ha chiosato la notizia con l’auspicio che si ponga rimedio a situazioni distorsive come questa.

In testa alla classifica dei super-pensionati d’oro troviamo Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecom che ha visto lievitare le sue entrate negli ultimi due anni da 90.246 a 91.337,18 euro al mese. La sua era già la pensione più alta erogata dall’Inps nel 2012.

Scorrendo la top ten previdenziale c’è un salto fra il primo e il secondo posto, che si “ferma” a 66.436,88 euro. Il titolare in questo caso non è noto, mentre al terzo posto con circa 51.781 euro troviamo Mauro Gambaro, ex direttore generale di Interbanca e di Inter Football Club, oggi presidente del cda di Mittel management srl. Al quarto posto troviamo Alberto De Petris, ex manager Infostrada e Telecom, che incassa quasi 51mila euro.

La quinta piazza è occupata dal manager specialista della componentistica elettronica e dei semiconduttori Germano Fanelli, 65 anni, poco sotto i 51mila. Nel 2010 accumulava dieci incarichi differenti. Dal quinto a decimo posto della classica si resta nella fascia dei 40 mila euro, da 47.934,61 a 41.707,54 euro. Troviamo manager come Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i, oppure Alberto Giordano, ex Cassa di Roma e Federico Imbert, ex JP Morgan.

Compensi così alti sono peraltro “giustificati” da stipendi altissimi e conseguenti altissimi contributi: quindi tutto lecito se non fosse per alcuni aspetti che, da “invidioso” devo far rilevare. Già con stipendi altissimi questi signori avranno un bel gruzzoletto da parte: a questo gruzzoletto si deve aggiungere la cosiddetta liquidazione che non ha nulla a che vedere con quelle degli umani: se poi aggiungiamo pensioni di questi livelli, non possiamo non pensare che forse potrebbero fare a meno delle pensioni e limitarsi alla pur eccellente cifra di soli 5.000 euro mensili che consentirebbe un risparmio all’INPS di ben 6,5 miliardi di euro da destinare a ….

Elio Bitritto

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