(Porca puttene). Traduzione in barese di ….

Tra le varie disavventure di questa ultima edizione del Vasto Film Festival, quelle relative ai guasti, ai ritardi e alla logistica in generale, sono gli avvenimenti che più hanno divertito il pubblico. Pubblico, in verità, piuttosto scarso  anche se, con la collaudata tecnica delle oceaniche adunate sindacali o politiche, accresciuto da ragioni di immagine.

A parte i temi, di alto valore sociale e morale, temi di cui siamo personalmente convinti ma che già ci vengono propinati dalla coppia Boldrini/Kejge, ci sono state poche occasioni per uscire dalla tristezza, dalla malinconia, dal senso di colpa di non essere ciechi, di non essere migranti, di non essere stati almeno sostenitori del terrorismo rosso di qualche anno fa. In compenso, alle inevitabili “botte” di sonno che hanno colpito a tradimento molti  (dei pochi) spettatori, fa piacere constatare con la macchina organizzativa abbia saputo cogliere il momento giusto per spegnare tutte le luci in “sala” e consentire un riposo più sereno ai dormienti. E come se non bastasse questo atto di cortesia istituzionale abbiamo visto la disponibilità del neo assessore alla cultura darsi da fare per eliminare le sedie dal palco e consentire la proiezione del film. E come tacere del tentativo di far imparare le lingue con la proiezione di film in ungherese o, addirittura, di un grande Lino Banfi tradotto in inglese e sottotitoli  in francese! Però quel grand’uomo è riuscito a superare lì’inglese, ha scartato il francese e, tra lo stupore degli spettatori è echeggiato il suo classico, ormai un cult , chiarissimo “porca puttene” in puro idioma barese.

Vasto, città d’arte, turismo e cultura!

Elio Bitritto