Rena d’estate – Adolescenziali? Macché: incoscienti o piuttosto imbecilli nella notte dello ‘sballo’ giovane ferragostano

festinoMi sveglio d’improvviso, sul comodino lo strumento digitale segna con precisione le ore 02,38 del 17 di agosto 2013. Alte voci, di vario genere, sebbene confuse e sovrapposte, vengono dalla strada. Ho la mia abitazione lungo la Via Dalmazia, alla Marina di Vasto. Mi alzo, sorpreso e incuriosito. Gli urli giungono sin dentro casa sempre più distinti e insistiti. Percepisco un “Dai, dai!”…”Aspetta … adesso!”… Data l’ora, mi viene in mente che possa trattarsi di un collettiva lite in strada di gente violenta e magari ’fatta’ dall’alcool, o peggio da sostanze stupefacenti. Invece ‘stupefacente’ appare la scena alla quale assisto dalla mia finestra. Un nutrito gruppo di giovani, ragazzi e ragazze, dall’apparente età di 16/18 anni, è assiepato sul marciapiede antistante un Hotel. D’improvviso li vedo – con alte urla, stentorei incitamenti, squillanti grida e risa da parte delle ragazze – disporsi sulla strada, in vario modo e posa,  al sopraggiungere di un’autovettura. Chi …alla toreador, un lui e una lei stretti in un abbraccio e ostentato bacio sulla bocca… Fermi, in sopravvenuto silenzio, nella loro evidente sfida, sino a che l’auto li raggiunge, rallentando e accennando una diversione sull’altra corsia, a pochi metri da loro. Poi, con urla ancora di soddisfazione e divertimento, tornano ad aggrupparsi sul marciapiede, lasciando transitare l’automezzo. Il ‘gioco’, portato avanti con lo stesso schema …tattico, va avanti per un buon cinque minuti, per due, tre volte. La fortuna – mi trovo a pensare – è che nessuno degli automobilisti sopravvenienti sia, come i giovani dall’evidente piglio “macho” e le eccitate fanciulle sostenitrici, ubriachi o per altro non vigili o incoscienti… Diversamente, in questi giorni le cronache si sarebbero occupate, con dovuta doglianza, di un episodio di “tragica e assurda fatalità”, in una notte ferragostana di giovanile sbevazzata e noia, e del ricercato, a lor modo ‘terapeutico’, sballo.

Alla luce del sole, riguardando il luogo della scena, breve ma assurda, osservo che il teatro scelto dai giovani era stata una fascia di carreggiata segnata dalle strisce pedonali. Forse… – ancora ho pensato, interrogativamente – …i giovani attori, le spettatrici e compartecipanti, dal viso apparentemente pulito e perbene, volevano semplicemente mettere alla prova la capacità di rispetto del Codice della Strada degli automobilisti, o era loro ‘intelligente’ astuzia – in caso di rovinoso impatto, quale che fosse – di essere “dalla parte della ragione”, e dunque economicamente risarcibili, loro e famiglie, seppur defunti o ridotti in menomazione fisica…Trovo difficile immaginare quale possa essere la vera risposta e, sin’anche, quale la soddisfazione dai giovani provata nella rischiosa quanto emotivamente infantile sfida…
Li diremo ragazzi vuoti dentro, senza più valori? Ma no! Semplicemente son da dirsi dei socialmente mal-educati e, assolutamente, degli imbecilli. Maschi o femmine che siano, intelligenti in altre ore e istruititi didatticamente che fossero. – GFP

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