Gli indiani fanno … gli indiani. La tragicommedia continua

Non bastava la farsa in base alla quale la nave su cui i marò lavoravano per difendere le imbarcazioni italiane e non solo, è stata fatta rientrare nel porto di Kerala, non bastava che i militari siano stati fatti scendere per rendere testimonianza e quindi arrestati, non bastava che le indagini sono state condotte senza la presenza quantomeno di osservatori italiani, non bastava che l’incidente, se davvero avvenuto, si è verificato al di fuori delle acque territoriali indiane, non bastava che i proiettili non siano stati trovati per poter fare un confronto e  tante altre “stranezze”, l’ultima trovata degli indiani è quella per cui viene richiesta la presenza dei testimoni italiani in India allo scopo, ormai evidente, di arrestare anche questi, magari per falsa testimonianza: questa la loro richiesta. “ Le indagini sull’incidente nel quale sono coinvolti i marò detenuti in India “sono in una fase delicata”, secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Nuova Delhi, Syed Akbaruddin. Perché, spiega, “c’è un problema di testimoni che erano a bordo della nave e che non sono disponibili per un interrogatorio qui in India”. Basterebbe  una teleconferenza ma a questi bugiardi non basta: devono continuare ad esercitare una pressione indecente sull’Italia e su una diplomazia italiana che ha dato di se la peggiore dimostrazione possibile. A questo punto ritengo che “a la guerre, comme a la guerre” rispondiamo allo stesso modo e rompano le relazioni diplomatiche con una nazione infida. Un ultimo appunto a questa Europa dei burocrati capace solo di pensare ai soldi e sempre pronta a dare lezioni di lealtà mentre della solidarietà, alla base dell’Europa di De Gasperi, Schumann e Adenauer nessuna

traccia.

Elio Bitritto