La Cassazione. Ultimo atto

imagesCABLJJTUE così ieri siamo venuti a conoscenza che un giudice della Cassazione ha espresso giudizi negativi su un imputato che doveva essere ancora giudicato: circostanza non nuova per il giudice in questione dato che questo comportamento era stato già riscontrato precedentemente. Tra l’altro chi ne scrive le gesta aveva parlato del personaggio in oggetto diversi anni fa quando non ancora si poteva conoscere quale sarebbe stato (se pure ci sarebbe stato) un ricorso in Cassazione per Berlusconi: quindi nessuna preconcetta ostilità nei confronti di un avversario di Berlusconi. Quanto meno il giudice in questione avrebbe dovuto avere il buon gusto di “passare la mano” ma non lo ha fatto. A parte il fatto che detto soggetto è passato dall’incredibile “non poteva non sapere” dei tempi di tangentopoli all’ancora più incredibile “lo sapeva” pronunciato con una certezza matematica non riscontrata nel corso dei vari livelli processuali, ciò che taglia le discussioni come “oziose e calunniose” è il fatto  che la decisione è stata collegiale e cioè non è stata una sua scelta personale. Ciò mi fa ricordare come questo stesso principio della “collegialità” della sentenza non sia stato tenuto in nessun conto in occasione del Lodo Mondadori al punto che uno dei tre giudici costituenti il Collegio che attribuiva a Berlusconi la proprietà della Mondadori fu accusato di  essere stato corrotto e della sentenza non si tenne conto al punto che il Berlusconi fu condannato a risarcire De Benedetti per una cifra superiore al valore stesso della Mondadori! Ve lo immaginate che un tizio fa un incidente con un catorcio che vale 500 euro e i danni che superano i 3000 euro  vengono rimborsati tutti ! e, a proposito della, lunghezza dei processi in generale contrapposti alla velocità con cui questi vengono celebrati se l’imputato è Berlusconi, Ho letto oggi che un reato analogo (come tipologia) lo avrebbe commesso De Benedetti ma per una cifra decisamente superiore (di 225 milioni di euro): ebbene l’ultimo grado di un giudizio iniziato nel 1995 è ancora di là da venire! Tra l’altro per un reato che è “penale” per Berlusconi e “civile” per De Benedetti!

Ora c’è poco da essere amici, sodali, complici o servi di Berlusconi come qualche gentiluomo si compiace di definire gli elettori del cavaliere: ma un dubbio su una giustizia a due velocità e sul fatto che dei giudici siano prevenuti dovrebbe sorgere anche nelle menti del più fanatico “nemico” di Berlusconi.

Elio Bitritto