La guerra civile.Sono scemi e ci fanno pure

Grande scalpore e “sdegno” il riferimento di Bondi al rischio di una guerra civile. C’è stato tutto uno scatenarsi di comunicati a cominciare da quello del Quirinale che bolla quelle parole come  “irresponsabili”. Fa eco La Repubblica, voce nobile delle procure, che evidenzia come le parole di Bondi sono “minacciose”. Letta fa il pompiere attendista nel senso che aspetta ciò che si dirà alla manifestazione pro Berlusconi a Roma. Dal Pd un preoccupatissimo Fassina parla di “parole al limite dell’eversivo” e dato che è un genuino prodotto di quel “sogno” irrealizzato dell’umanità che è il comunismo, invita tutto il PdL, con i suoi dieci milioni (e oltre) di elettori, a “tornare nell’alveo della normalità democratica”  (che detto da lui è una vera provocazione).

Maroni, pragmatico e cinico, osserva che al governo ci sono quelli che accusano il Pd di eversione e quelli che accusano il Pdl di guerra civile: “veramente una bella coalizione”.

Ancora una volte l’esercizio delle manifestazioni di massa è vietato, perché antidemocratico, alle forze di centro destra mentre, viene consentito (e protetto) alle forze di sinistra (diciamolo una volta per tutte che da quella parte non c’è un centro sinistra ma solo una sinistra) magari NoTav e assimilati. Ora, care sinistre, facendo un po’ mente locale e attivando una piccola parte del cervello notoriamente afflitto dalla sindrome di Pavlov, veramente credete ad un colpo di stato (il rischio di una guerra civile evocato da Bondi) guidato da Brunetta o dallo stesso Bondi o dalla Gelmini? Più aderente ad un “condottiero” una Rosi Bindi che in calzamaglia mimetica si lancia (veramente farebbe lanciare…) all’attacco del fortino di Arcore!

Forse il solo interprete di questo “rischio di guerra civile” è l’ex ministro della cultura Bruno Tabacci che si è espresso così, semplicemente: “Qualcuno chiami un medico per Sandro Bondi che evoca la guerra civile, si tratta di un evidente caso di colpo di sole”; proseguendo ha detto “Si rintracci lo stesso dottore che calmava Bossi quando parlava di dieci milioni di fucili pronti ad attaccare dalle Alpi”.

Al massimo in Italia potrebbe esserci un colpo di stato ma non per Berlusconi in galera o no, ma per le tasse, per lo strangolamento dell’Europa: in questo caso non ci sarebbe “guerra civile” perché gli italiani sarebbero, per una volta, tutti dalla stessa parte.

Elio Bitritto