Finalmente sposi – si conclude un rapporto iniziato con la rivoluzione di ottobre

palazzodinvernoStiamo parlando di una unione di fatto iniziata con la rivoluzione di ottobre e perfezionata dai regimi gemelli che ne derivarono, fascismo e nazismo. A cominciare dal comunismo per continuare con fascismo e nazismo la regola ferrea della informazione e dei giudizi dei politici prevedeva l’adozione di “due pesi” e due misure”, vale a dire la teorizzazione ed applicazione della regola per cui dare del “negro” era politicamente corretto se detto da esponenti della sinistra e scorretto se detto dalla destra. In realtà si dovrebbe dire “stesso peso, due misure”. E si perché le versioni, anche le più assurde, sono accettate dal “volgo” e dalla stampa allineata  a sinistra e vengono sostenute anche di fronte all’evidenza e quando due più due non può che far quattro ecco che  intervengono, a mò di “deus ex machina”, tutta una serie di fantasmi quali “manine”, “pizzini”, “veline”, “corruzione”, “servizi deviati” che depistano facendo perdere tempo, al punto che certi processi hanno visto avvicendarsi nella difesa o nella accusa di questo o quel personaggio, generazioni di giudici.

Esempi ce ne sono tanti , riesumati in questi giorni a causa dell’infelice paragone del ministro per l’integrazione Kyenge ad un orango da parte del vice presidente del senato Calderoli. Frase infelice

che potrebbe fare il paio con il “brutta negra” rivolto dalla consorte del Capo dello Stato a Naomi Campbell o con il famosissimo “donna scimmia” rivolto dalla Lidia Ravera (si, proprio quella di “Porci con le ali”, pietra miliare della letteratura italiana) al Segretario di Stato americano Condoleeza Rice cui, in più, sparerebbe volentieri un colpo! Se la sinistra si avvale di questa difenditrice (comunque esperta in porci!) sta proprio ridotta male. Purtroppo il virus dell’Ipse Dixit di aristotelica memoria o, meglio ancora, il principio dell’Infallibilità papale sembra facciano parte integrante del DNA di questa diversa razza di umani, la sinistra! E con ciò credo che non sia il caso di tornare sull’argomento.

Elio Bitritto