Attacco a Berlusconi

berlusconiI recenti avvenimenti che riguardano il rapporto di Berlusconi con la giustizia e la bigotta voglia di giustizialismo delle sinistre italiane sono più che sospette: non si tratta solo di giudicare la moralità o gli affari di un imprenditore attraverso una serie infinita, mai vista in Europa e nel mondo, di accanimento giudiziario nei confronti di un solo soggetto. Il CSM e l’alter ego ANM all’unisono sostengono che le reazioni di Berlusconi delegittimano la magistratura: può essere, ma a me pare che ci sia molto da rimproverare alla magistratura stessa quando assume degli atteggiamenti prevenuti  e commette errori che rovinano famiglie ed aziende in un clima di perfetta impunità. Vorrà pure dire qualcosa il fatto che, salvo tre processi conclusi per prescrizione, tutti gli altri, circa una ventina, si siano risolti con l’assoluzione di Berlusconi. Voglio dire che la stessa magistratura si adopera per delegittimare la funzione che le è propria, tanto che la fiducia nella magistratura dai tempi di mani pulite è scesa a livelli da terzo mondo. E tale è considerata anche in Europa quando si osservi che l’Italia è la nazione con più sanzioni tra quelle della Unione. Ma, al di là delle considerazioni circa le colpe presunte e reali di Berlusconi e la particolare attenzione di alcuni magistrati alla vita del cavaliere, sospetta è l’attenzione spasmodica, l’indignazione permanente, il tono da santa Inquisizione dei politici che fanno capo a SeL, al M5S, ad una consistente parte del Pd. I guai dell’Italia non scomparirebbero con l’eliminazione di Berlusconi: se così fosse mi assocerei alla richiesta di esilio ma dubito molto che una compagine scalcinata di tassatori e torquemada fanatici possa risolverli: questi signori sono geneticamente incompatibili con la democrazia e con una visione liberale e liberistica dell’economia.

Elio Bitritto