L’evasione fiscale in Italia. I numeri dell’inefficienza

evasione-fiscaleOgni governo, ogni partito, ogni cittadino sa, discetta e giudica il fenomeno dell’evasione fiscale: siamo, come al solito, tutti commissari tecnici della nazionale; questo nostro sport nazionale comporta l’indignazione generalizzata di tutti verso tutti, soprattutto i più ricchi, verso i professionisti che non emettono fattura (se non, qualche volta, in misura ridotta), così come per i  commercianti e gli artigiani: tutti contro tutti dicevamo, comunque pronti a gettare la pietra e nascondere la mano. Eppure un “Commissario  Tecnico” di ruolo c’è già e da tempo: ma anche questo Commissario appare come un cane che abbaia ma non morde: infatti denuncia il fenomeno e minaccia sanzioni che, anche se notificate, non sortiscono effetti.  Questo è quanto scrive una nota dell’ANSA: a seguito di una interrogazione parlamentare alla Commissione Finanze della Camera, il vice ministro dell’Economia Luigi Cafiero, diffonde il seguente comunicato:   “A seguito del decorso di un decennio dall’affidamento del carico all’agente di riscossione, il dato del riscosso tende strutturalmente ad attestarsi intorno al 20%. “Ne consegue che anche l’andamento delle riscossioni relative agli anni di più recente affidamento, ancorché sicuramente influenzato dal peggioramento del quadro economico di riferimento, potrà essere valutato nella sua effettività solo allorquando, nei prossimi anni, si sarà ormai consolidato”. Più esattamente viene reso noto che dal 2000 al 2012, grazie alla lotta all’evasione sono stati emessi ruoli per 807,7 miliardi di euro.  Dall’esame della tabella consegnata dal ministero dell’Economia alla Commissione Finanze della Camera, si ricava che la somma effettivamente riscossa in questi 13 anni è di 69,1 miliardi di euro patri a  5,3 miliardi l’anno.  Il carico dei ruoli da riscuotere ammonta teoricamente a 545,5 miliardi di euro ma di questa somma 107,2 miliardi riguardano soggetti in fallimento.  Ammontano a 18,6 miliardi di euro i ruoli che Equitalia deve riscuotere ma che sono oggetto delle rateazioni accordate ai contribuenti in temporanea situazione di obiettiva difficoltà.  In sintesi il carico totale dei ruoli da riscuotere ammonta a 807,7 miliardi, la somma riscossa è pari a 69,1 miliardi, le somme non riscuotibili per fallimenti e motivi vari (la definizione è “carico sgravato totale”!) è pari a 193,1 miliardi; restano (anzi resterebbero) dunque 545,5 miliardi da riscuotere di cui 20,8 in sospeso perché rateizzati e 107,2 indicati come fallimenti.  A questo punto due le considerazioni principali: la prima ci dice che basterebbe riscuotere in tempi brevi quei 4-500 miliardi per essere al sicuro  dalle manovre speculative degli “amici” europei; in secondo luogo la cifra di 807 miliardi ci dimostra la totale incapacità degli organi preposti a controllare e, soprattutto, a riscuotere  le somme indicate perché, stando ai numeri in tredici anni l’evasione è stata di 62 miliardi l’anno e la capacità ri riscuoterli è stata un fallimento, solo 5 miliardi l’anno! Ma così stando le cose come si potrà mai sollevare l’Italia? Chi ci ha messo in questa condizione?

Elio Bitritto