[ Dioràma Storico della Sevel – 3° ]. Intervista ad Anna Nenna D’Antonio Grande Protagonista della Prima Repubblica per l’Abruzzo e l’Italia di oggi

Anna Nenna D'Antonio Da sinistra (Vincenzo Nervi, Cesare Romiti e Gianni Agnelli) Organigramma SEVEL dal 1978 ad oggi Panoramica sulla SevelSAN VITO CHIETINO [Primi di dicembre 2008].

L’On. Anna Nenna D’Antonio, residente in San Vito, laureata in Lettere Classiche, ha insegnato negli Istituti Superiori di Lanciano. Sposata con il Prof. Enrico D’Antonio, Preside del Liceo Scientifico della stessa città e prematuramente scomparso a soli 50 anni. Ha due figlie laureate in Giurisprudenza: Marella, Direttore regionale alla regione Abruzzo e Antonella, Dirigente ASL di Lanciano. In politica ha percorso tutte le tappe di un lungo iter di attività. Assessore comunale, provinciale e regionale fino a ricoprire la carica di Presidentessa della Giunta regionale abruzzese. Eletta (seconda dopo Remo Gaspari) alla Camera dei Deputati per 3 legislature (IX-X-XI), ottenendo 70.000 voti di preferenza, venne subito nominata Vice-Capogruppo dei Deputati della Democrazia Cristiana. Componente del Consiglio Nazionale DC, si iscrive poi al movimento politico MARGHERITA venendo presto designata come Presidente Onorario della Margherita-Abruzzo. Attualmente è nel Partito Democratico.

Dopo questo doveroso curriculum politico-familiare, veniamo alla nostra intervista con la dinamica Prof.ssa Nenna D’Antonio, intervista preceduta da un breve “preambolo”. Esattamente trent’anni fa nasceva “virtualmente” la SEVEL, un grande opportunità di lavoro per Abruzzesi e Molisani. La genesi della ormai consolidata e grandiosa realtà industriale in terra d’Abruzzo è connotata da quattro “storiche” date:

– novembre 1978 (viene siglato l’atto con il Consorzio Industriale Sangro e la Cassa del Mezzogiorno per l’acquisizione dei terreni e l’inizio della costruzione dello Stabilimento);

– ottobre 1979 (viene costituita, dalla FIAT e dalla francese PEUGEOT, la “Società Europea Veicoli Leggeri”);

– maggio 1980 (si tiene il quarto e più importante “summit” tecnico-organizzativo, promosso dal Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale del Sangro, per l’accertamento dello stato dei lavori e per l’esame dei problemi connessi con la realizzazione delle infrastrutture necessarie per l’avvio del “faraonico” Stabilimento che avrebbe dato lavoro a tremila persone);

– novembre 1981 (viene inaugurata ufficialmente la grande Azienda metal-meccanica italo-francese).

A proposito, On. Nenna D’Antonio, sappiamo che Lei (in qualità di Presidentessa della Giunta Regione Abruzzo) fu, in tandem con l’allora Ministro Remo Gaspari, l’infaticabile animatrice primigenia di quel fatidico 28 novembre “81 in Val di Sangro! Desideriamo, pertanto, rivolgerLe alcuni quesiti e domande in merito.

Narrano le “cronache frentane” che l’ipotesi del processo di industrializzazione del Sangro potesse avviarsi con l’intervento della FIAT iniziò a prendere corpo quando (ottobre 1967) il Sindaco di Lanciano, a nome di una delegazione di Sindaci della Vallata, inviò una lettera all’Avv. Umberto Agnelli evidenziando le caratteristiche per le quali l’area poteva essere oggetto di attenzione da parte dell’Azienda torinese. Un Suo parere.

«L’industrializzazione del Sangro fu voluta tenacemente dalla Democrazia Cristiana, che, in un disegno strategico per lo sviluppo della zona, individuò nell’insediamento della FIAT, un momento di grandissima importanza, che avrebbe segnato una svolta storica nella nostra Provincia. È vero che il Sindaco di Lanciano, Prof. Enrico D’Amico, profuse molte energie per dare impulso ad una iniziativa che appariva di difficile realizzazione. Non so se D’Amico inviò una lettera ad Umberto Agnelli, a nome di una delegazione di Sindaci. Certo è che, si formò un comitato unitario per il Sangro (costituito da Sindaci di tutti i partiti) per dare ulteriore impulso alla iniziativa di industrializzazione. Ricordo benissimo che io fui eletta Presidentessa di questo Comitato, che più volte si incontrò con il Presidente del Consiglio».

Quali i Suoi ricordi legati alla straordinaria giornata della inaugurazione della SEVEL?

«L’inaugurazione della SEVEL, nel 1981, avvenne durante la mia Presidenza alla Regione Abruzzo. Fu un momento di grande emozione popolare, di rilevante significato politico, reso più evidente dalla presenza alla cerimonia del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, dello stesso Gianni Agnelli, accompagnati da un importante gruppo di uomini della grande industria e della politica. La cosiddetta vallata della morte, appunto, quella del Sangro, si trasformò, in un immenso cantiere capace di dare lavoro a migliaia e migliaia di giovani».

È vero che vi fu (sempre quel sabato di fine novembre 1981), contemporaneamente alla prima, un’altra manifestazione (o “contro-festa”) organizzata fuori dai cancelli dello Stabilimento dai Sindaci “rossi” di Atessa e di Paglieta?

«Non ricordo se, nel giorno della inaugurazione, ci sia stata una contro-manifestazione ai cancelli della fabbrica, organizzata dai Sindaci di Atessa e di Paglieta».

La SEVEL, a partire dagli albòri, ebbe un “critico e scettico” severissimo. Alludiamo all’economista Giacinto Auriti (scomparso due anni fa), un coraggioso Docente universitario di schiettissimo sangue abruzzese. Prof.ssa D’Antonio, ha avuto mai modo di incontrarsi o “scontrarsi” con lui?

«Conoscevo, per fama, l’economista Giacinto Auriti, ma non ho avuto la fortuna di incontrarmi con lui».

Cosa ne pensa dell’attuale crisi economico-industriale che, oltre a lambire l’Azienda del “DUCATO”, rischia di strangolare letteralmente le medio-piccole realtà imprenditoriali dell’intera Val di Sangro?

«L’attuale crisi economico-industriale, non poteva non toccare anche la vallata del Sangro con le sue industrie grandi e piccole. Anche la FIAT è in difficoltà, come la HONDA. Ma il vero pericolo è insito nel fatto, che questa zona, dove le piccole imprese sono molte, rischia un vero collasso che ci riporterebbe indietro di molti anni».

Come se ne esce da questo drammatico “puzzle”? Quali i Suoi suggerimenti?

«Per risalire la china, è necessario tornare a investire in quei settori che producono occupazione; c’è bisogno di molta e coraggiosa innovazione, di competitività, di più ricerca scientifica, di maggiori collegamenti tra il sociale e il mondo del lavoro».

Cosa ne pensa, infine, delle imminenti consultazioni regionali abruzzesi? Quale il Suo “viatico” politico-sociale per risalire la china e ridare dignità alla nobile terra del “Divin Vate” Gabriele D’Annunzio?

«Per quanto riguarda le imminenti consultazioni regionali, io ritengo che il segreto della soluzione dei problemi abruzzesi, non sta negli schieramenti di Destra o di Sinistra, ma negli uomini. L’Abruzzo ha necessità di individuare uomini capaci, competenti e decisi, che intendano la politica, come servizio alla e per la gente. Chi può dare un giudizio sugli uomini? Chi può scegliere? Solo l’elettorato. È perciò necessario che si torni al voto di preferenza nei diversi gradi di consultazione. Così si dà respiro alla democrazia, si consolida la Libertà, si riconquista quel collegamento con il territorio che oggi è latitante. In questo modo si restituisce la giusta e sacrosanta dignità alla politica».

Tiberio Occhionero

 

 

 

 

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