Clandestinità. Un diritto acquisito?

79949_sbarchi-lampedusa-3Ineffabile Ministro Cécile Kyenge che dopo lo ius soli, dopo la casa ai rom, propone l’abolizione del reato di clandestinità che, presente in tutta Europa, presente in tutto il mondo, sparisce solo in Italia: la motivazione della ineffabile è addirittura incredibile “bisogna ringiovanire l’Italia”! Questa signora non capisce che in presenza di una maggioranza di italiani che soffre, che ha difficoltà a combinare il pranzo (quando c’è) con la cena (quando c’è), è per lo meno offensivo immaginare posti di lavoro per gli stranieri quando non  ce n’è per noi. Senza contare il problema, gravissimo, della criminalità che “accompagna” necessariamente questo maggior flusso di poveretti. L’altro giorno la Germania “apre” le sue frontiere ai profughi siriani purché “cristiani” purché tecnici e/o laureati, purché …. ariani! In Australia, Paese estremamente vasto, ricco e scarsamente popolato, pone dei paletti ed impone dei controlli capillari: solo due esempi ma significativi, soprattutto se si pensi alla criminalità che, secondo la Kyenge, non è in relazione con gli immigrati. A questo punto bisogna capire se la signora è bugiarda o non è informata: in ogni caso se ne deve andare. I dati del Ministero degli Interni, sono impietosi: l’ultimo “Rapporto sulla criminalità” rilasciato dal Viminale è preoccupante: “c’è una tendenza alla crescita della percentuale di stranieri sul totale dei denunciati come presunti autori reati. Una crescita d’altronde prevedibile sulla base del forte aumento degli stranieri in percentuale alla popolazione”. Il tentato omicidio: su 100 denunciati per il reato, nel 1988, 6 erano immigrati. Ma nel 2006 ad esempio la quota sale vertiginosamente a 31. Per quanto riguarda invece l’omicidio consumato, nel 1988 solo 5 immigrati su 100 denunciati erano accusati del reato. Nel 2006 invece la percentuale sale al 32 per cento. Insomma ora gli stranieri accusati di omicidio sono uno su tre denunciati. Oggi per rapina o furti in abitazione gli stranieri sono il 51%, mentre per rapina su strada il 45%; truffe 29%, estorsioni 19%, violenze sessuali 39%, omicidi consumati 36%, tentati omicidi 31% lesioni dolose 27%. Infine la Kyenge dovrebbe sapere
che il 74 per cento degli stranieri denunciati per omicidio è senza permesso di soggiorno. Ma non finisce qui perché anche il 62 per cento dei denunciati per lesioni e il 61 di stranieri denunciati per rissa è senza per messo. Tutti noi, prima di parlare dovremmo informarci: un ministro dovrebbe farlo prima e meglio di tutti noi altrimenti è inadatto al ruolo o mente: ai lettori la conclusione.

Elio Bitritto