Gocce di saggezza del 13 giugno

Essere veramente umani.

L’esperienza senza riflessione serve a poco o a nulla nella nostra vita. È il caso di chi, e si tratta della maggioranza, pur sapendo, finisce con il commettere gli stessi errori. Ma anche la verità, se rimane un principio astratto, giova poco o nulla se non è confermata dall’esperienza.È il vecchio, ma irrisolto, dibattito sulla vita activa e contemplativa. Chi non riflette rimane un bruto e cerca piaceri dalla cintola in giu’.Ma anche chi taglia un capello in quattro e discute sul sesso degli angeli, avulso dalla realtà concreta del mondo, diventa un pedante. È l’equilibrio che si ottiene per mezzo del libero arbirio tra la parte ferina e divina presente in ognuno di noi, che ci rende, affermava Pico della Mirandola, veramente umani. Noi siamo l’espressione delle nostre scelte.(12 giugno)

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1.La saggezza è sempre, inevitabilmente, una forma aristocratica del sentire e si è saggi solo se si è veramente umani.

2. La vecchiaia è innegabilmente un dato fisico di cui sono responsabili i nostri telomeri, le estremità dei cromosomi su cui non si possono fare interventi di riparazione. Essi infatti segnano il passare del tempo e l’invecchiamento della cellula, si accorciano e si deteriorano a causa dell’accumulo di danni del DNA non riparati.Questa è pero’ la vecchiaia fisica. C’è pero’ anche una vecchiaia spirituale, che poco o niente ha a che vedere con I telomeri.Ci sono adolescent che sono già vecchi spiritualmente perché accettano passivamente il conformismo sociale e il sistema di valori vigente. Viceversa ci sono delle persone con tanti anni sulle spalle che sono degli adolescent mentalmente, pronti a cercare nuovi orizzonti, disposti a rimettersi continuamente in gioco.

3. Solo dopo aver molto sofferto e imparato a sopportare il dolore con dignità possiamo dirci veramente umani.

4. La cultura? È il superfluo che dura.