Il Renzismo. Analisi non autorizzata dell’ultimo -ismo

 

renziNon bastava il fascismo e non bastava il comunismo: l’evoluzione della specie ha portato in Italia anche il “craxismo” (prima forma di presidenzialismo o decisionismo all’Italiana), poi al “manipulitismo” (largamente condiviso) ed evoluto nel “dipietrismo” distintosi per la facilità con cui imprigionava gli indagati e liberava dai vecchi schemi la lingua italiana; intanto era nato quello che sarebbe diventato il “berlusconismo” che affinava la spettacolarizzazione delle interviste portandola a livelli da alto gradimento in diretta concorrenza con le hit parade musicali. In contemporanea nasceva l’”antiberlusconismo” condotto da personaggi di oscura presenza sui teleschermi; questi compresero al volo l’importanza della satira (o pseudo tale) che era tanto più efficace nel portar loro visibilità quanto maggiore era l’appeal di Berlusconi sugli italiani: la riprova si ebbe quando Berlusconi si ritirò momentaneamente dalle scene politiche con una calata di ascolti degli antiberlusconiani che fece loro temere di essere ormai tramontati. Contemporaneamente ai guitti, nani e ballerine di pseudo onorevoli, di pseudo cabarettisti e pseudo giornalisti, in preda alla disperazione più nera per non essere vezzeggiati, osannati e santificati, una consistente parte della  magistratura, soprattutto nel milanese, si riappropria delle scene imbastendo una miriade di processi che andavano dal furto, allo stupro, alla induzione alla prostituzione, alla mafia al riciclaggio ecc nei confronti del “berlusconismo” l’unica differenza che non venne coniato il termine di “magistratismo” forse per rispetto o per timore o per qualche altro motivo ignoto. E veniamo ai giorni nostri con due personaggi che affidano ai media le loro fantasie politiche creando il “grillismo” ed il “renzismo” due facce contrapposte della stessa medaglia, quella della rottamazione di tutto ciò che era in nome di un populismo becero ed ignorante il primo, da snobistico “primo della classe” il secondo. Abbiamo già visto quanto dura l’effetto grillismo in termini di proposte e di conoscenza delle leggi o regole: alla prima prova il grillismo ha mostrato i suoi limiti e, alla prima verifica, è stato abbandonato dalla metà dei suoi elettori. Per il secondo, che in tempi non sospetti definimmo un bluff, si tratta solo di aspettare: ha dichiarato che si è fatto “fregare” una volta ma ora … si fregherà da solo: speriamo solo che  non sia una fregatura per tutti gli italiani che, come s’è visto, corrono spesso e volentieri dietro agli “ismi”.

Elio Bitritto